Simona's profileTRYtoDOsomethingToChange...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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7/18/2007 secondo gg di lezioneBeh, il secondo gg di lezione è passato senza intoppi a parte una pioggia torrenziale che c ha impedito di comprare i baozi x pranzo (10 cent) e i mian bao (uguèli) e abbiamo mangiato alla mensa dell'università. Un sacco di cose sconosciute, ho preso qlk piatto a casaccio pregando ke nn c fossero carne e pesce e ho avuto un gran kulo xkè nn c'erano davveroooo!!!wow! così ho assaggiato nuove cose nuove ke mi sn piaciute tanto! ahah!
ora devo studiare i caratterini nuovi e poi supermarket x comprare scopa, paletta e qlk ke somigli a uno scopettone x pulire la stanza. (almeno quella)....;P
mi sa ke un sacco di gente ke conosco impazzirebbe qua, abituata agli standard di pulizia occidentali! ma quello ke nn ammazza ingrassa, as it's said!
inserisco qlk foto di dalian, e quella dell'insetto gigante ke ci fissa da 3 gg dal soffitto del bagno, sopra i lavandini e ke nn accenna ad un minimo spostamento. Credo ke solo io e la Ste ci sm accorti della sua presenza...
La falena grande quasi come il mio pugno (anke lei immobile) se ne è andata finalmente, forse qlk fuyuan se n'è accorta e l'ha eliminata oppure l'ha portata a casa x farci una cotoletta impanata...
un bacio a tt i miei fedeli sostenitori (MA DOVE CACCHIO SIETE???MALEDUCATI! MANCO UN COMMENTO DI TANTO IN TANTO EH?!?!) and see you soon.
7/16/2007 resoconto non aggiornato2007年07月15日
oggi è il terzo gg in Cina. Ho già iniziato a mangiare assai, io e Stefania stiamo sperimentando i vari ristorantini qua accanto, un paio già li conoscevamo dall'altra volta, ma 路鹏 ha chiuso :( e al suo posto c'è un ristorante koreano. Ci sm state 2 sere fa...ehm...è inutileee!!! il koreano nn mi piace...i piatti sanno tt della stessa cosa: aglio crudo e peperoncino. A grandi livelli. Stamattina ho consciuto una ragazza cinese che ha attraversato la strada con me mentre tornavo alla 达外. Purtroppo non sm riuscite a comunicare tanto...lei sbiascicava un pò di inglese, io men ke quello di cinese...ehm...
poi mentre raccoglievo i panni dalla lavatrice una ragazza ha attaccato bottone e si è presentata: Linda. Ovvio ke nn è il suo nome ma vive in U.S e chissàchi le ha appioppato questo nome...我不喜欢. Lei è simpatica, ci ha invitate a pranzo e ha pure pagato lei! Abbiamo pranzato dal tipo delle 第三鲜, e la cameriera si ricordava di noi!!! AMazing!:D Ke ciccina! beh, alla fine io e Emi andavamo spesso a magnare da loro! e infatti mi piace ancora un sacco e le verdure sn ancora identiche! Stasera invece abbiamo provato un ristorantino piccolino dove fanno il riso in un sacco di modi diversi. Ho trovato il riso con il pomodoro ke prendeva sempre la Manu!
Cmq l'impatto con la 达外 è stato shoccante: sia io ke Stefania appena sm entrate ci sembrava di essere state lì solo qlk gg prima e sn passati 3 anni e qlk mese dall'ultima volta!!! Troppo strano il fatto di essere solo noi due. Troppo strano la sensazione netta (obviously) ke Emi non ci fosse e ke non ci sarà per un sacco di tempo. Sm anke nello stesso piano di 3 anni fa. Stanza diversa xò (x fortuna). Vabbè ke tanto sn tt uguali...;P
Domani abbiamo il placement test. Durerà 3 ore...ke devo scrivere?!?!
E spero proprio ke c mettano internet in camera. Linda ha detto ke in camera sua nn funziona..speriamo ke da noi vada. Kazz! AH! oggi ho comprato 2 libri x esercitarmi con i caratteri: x seconda e terza elementare. 我很聪明!
6/27/2007 canto brasilianoSOU CANA FORTE, SOU MESMO CANA-CAIANA MINHA DUÇURA DE CANA É RUIM ME DERRUBAR.
Sono canna caiana (da zucchero) ed è duro strappare da me la dolcezza. (Canto brasiliano del nero che lavora nella piantagione di canna da zucchero) 6/25/2007 alda merini poetryIo che sono vicina alla morte,
io che sono lontana dalla morte, io che ho trovato un solco di fiori che ho chiamato vita perché mi ha sorpreso, enormemente sorpreso che da una riva all’altra di disperazione e passione ci fosse un uomo chiamato Gesù. Io che l’ho seguito senza mai parlare e sono diventata una discepola dell’attesa del pianto, io ti posso parlare di lui. Io lo conosco: ha riempito le mie notti con frastuoni orrendi, ha accarezzato le mie viscere, imbiancato i miei capelli per lo stupore. Mi ha resa giovane e vecchia a seconda delle stagioni, mi ha fatta fiorire e morire un’infinità di volte. Ma io so che mi ama e ti dirò, anche se tu non credi, che si preannuncia sempre con una grande frescura in tutte le membra come se tu ricominciassi a vivere e vedessi il mondo per la prima volta. E questa è la fede, e questo è lui, che ti cerca per ogni dove anche quando tu ti nascondi per non farti vedere. ALDA MERINI 6/20/2007 a new lessonwell, even today I had my brave life lesson from one of the poor of the poorest that lives in this quite rich city of the north east of Italy.
Every time I speak with one of this people from the south of the world (this guy is from Libia) I really felt like a child, as if in all my life I couldn't reach or feel these simple truths he like to discuss with me.
In a really bad italian he explained the difference between a poor and a rich person: the poor has just to worry about food, and then, after having feed himself, he can sleep "tranquil", without any worries. The rich, instead, cannot sleep well or probably he will frequently have headache or insomnia 'cause too worried about his money or about how to become more rich. That's why, for this guy, in Italy there are so many people suffering of headache.
Not too bad, in'it?
Thank you, my dear friend!!! ^_^ 6/19/2007 2 sentencesI can't believe it!!! it works!!!!this bloody blog didn't work for more than one week but, probably after my subscription to another one (I still didn't use it), it got scared and now works again! well, after these elocutions I'd better go out running or stay in studyin' chinese. However, I'd like to publish these lines, in italian. they makes sense, today, for me. "Mi ascoltó e mi confessó, attento a chi ero, a cosa volevo e cosa sognavo. Disse di non preoccuparmi del baratro di infelicitá che la mia famiglia mi aveva procurato, ma anzi, di riempirlo, di usare i miei talenti, di costruirmi la mia vita: Esistono genitori privi di qualitá. Non te ne preoccupare. Hai il diritto di andare per la tua strada e di sottrarti alle loro angherie. Leggi Simone Weil e Hanna Arendt. Partii dalla cittá e non tornai piú." "Chi si erge sulla punta dei piedi non sta dritto Chi fa passi doppi non cammina Chi si ostenta agli occhi di tutti è senza luce Chi si dà sempre ragione è senza gloria Chi si vanta dei suoi talenti è senza merito Chi si gloria dei suoi successi non è fatto per durare." Laozi, 24 6/5/2007 due tipi di povertà"(...) Occorre distinguere il concetto culturale di povertà (intesa come vita al livello di sussistenza) dall'esperienza materiale della povertà, che deriva dal'espropriazione e dalla privazione. La povertà percepita in senso culturale non è necessariamente anche povertà materiale: le economie di sussistenza che soddisfano i bisogni fondamentali come l'autoapprovvigionamento non sono povere nel senso di "spogliate". Ma l'ideologia dello sviluppo le dichiara povere perchè non partecipano in modo totale all'economia di mercato né consumano merci prodotte per il mercato e distribuite attraverso di esso, anche se, con i propri meccanismi di autosussistenza, possono soddisfare quei bisogni. I popoli sono considerati poveri se mangiano i cereali (coltivati dalle donne) anziché i cibi commerciali, prodotti e venduti dall'agrobusiness multinazionale. Sono considerati poveri se vivono in case costruite da sé con materiali naturali -il bambù e il fango - invece che in case fatte di cemento. Sono considerati poveri se si coprono con abiti fatti a mano e di fibre naturali anziché di fibre sintetiche. La sussistenza, come povertà concepita in senso culturale, non implica necessariamente una qualità fisica di vita insoddisfacente. Al contrario, i cereali sono dal punto di vista qualitativo ben superiori ai cibi trasformati dall'industria, le case costruite con materiali locali sono le migliori perchè più adatte al clima e all'ecologia locale, le fibre naturali nella maggiorn parte dei csi sono preferibili a quelle inventate dall'uomo, e certamente sono più accessibili. from VANDANA SHIVA, "TERRA MADRE, COME SOPRAVVIVERE ALLO SVILUPPO" 5/27/2007 which dope?" (...) Tuttavia è bene aver chiaro che il fascismo, ancora in corso d'opera nelle democrazie rappresentative contemporanee, ha trovato millenni or sono lo strumento d'equilibrio distruttore che ne garantisce la sopravvivenza. Questo strumento è in realtà un concetto subdolo e affascinante col quale riusciamo a giustificare sistemi morali d'assoluta crudeltà e sofferenza. Questo concetto è la droga più potente mai generata da un essere vivente, difatti è l'unica ad essere scollegata da un oggetto simbolico diretto di riferimento. Pertanto, in un concetto l'umanità ha riunito i principali motori giustificativi dell'equilibrio morale conservativo, mito e potere. Questa droga caratterizza la nostra esistenza in modi patologici generando comportamenti compulsivi e violenti, crisi di astinenza devastanti ed euforie isteriche. L'aspetto interessante è che riesce a fare tutto ciò senza essere ingerita né sniffata né tantomeno iniettata nel nostro corpo. E' anche per questo che risulta la droga più efficiente, lavora soltanto sull'intelletto senza lasciare di sé alcuna traccia. Esistono istituzioni tese alla sua conservazione e moltiplicazione, mercati votati alla sua sopravvivenza e intere economie fondate unicamente sulla sua presenza.
Per questo, tale concetto è indubbiamente il simbolo dell'attuale ordine sociale e di molti ordini morali personali e comunitari. Questa droga è meglio conosciuta nel suo nome gergale, divinizzato e contemporaneamente disprezzato come ogni termine definitivo di una sostanza stupefacente. L'aspetto interessante è che anche tu probabilmente l'hai adesso vicina e forse sei anche patologicamente dipendente da essa. Anche tu ti produci giornalmente in attività che dici di compiere per averla e attivi diamiche di scambio mediate da essa, come un abile pusher. Anche tu, se te ne privano, hai reazioni compulsive violente. Anche tu sei certo che senza di lei, a questo mondo niente è possibile. Ma soprattutto, è importante farlo notare, anche tu vivi in un sistema regolato da lei. Penso che tu abbia capito che questa droga è il "denaro".
from "un testo della revoluzione" del "tutto"
5/4/2007 advices 4 live in Chinake bello!!! sn troppo contenta, sn appena tornata da una kiakkerata con un tipo ke sta in Cina da 20 anni. Gli ho kiesto un pò di "dritte", qlk consiglio su come muovermi, su come trovare lavoro once there. In effetti il tempo vola e tra un paio di mesi partirò x un'altra delle mie big adventures :)
Non ci saranno i miei soliti compagni di viaggio ma vedrò di trovarne di altrettanto buoni over there.
Sn ottimista! :D
tra un pò inizierò anke il mio countdown!
See ya soon
5/3/2007 non so se potevo pubblicarlo ma...mi sn commossa!;PIo abiuro/Io credo
Io, Paolo Farinella, prete cristiano, incardinato nella chiesa cattolica, consapevole della gravità del momento storico per il mondo, le chiese e religioni, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali e spirituali, con il presente duplice atto pubblico di abiura e di fede, voglio deporre un piccolo seme a testimonianza presente e futura. Il silenzio è d’oro, tacere è una colpa e, a volte, un vergognoso scandalo.
1. Abiuro il Dio della «identità nazionale e/o europea».
2. Abiuro il Dio della (in-)civiltà occidentale.
3. Abiuro il Dio che George W. Bush si è annesso come «non-neutrale», schierandolo a suo fianco.
4. Abiuro il Dio (s-)cristiano di Bush William George, guerrafondaio terrorista.
5. Abiuro il Dio dei politicanti italiani connessi alla degradazione morale del P2 Berlusconi Silvio.
6. Abiuro il Dio delle guerre tra religioni.
7. Abiuro il Dio invocato dai cappellani militari prima di ogni azione di guerra.
8. Abiuro il Dio invocato dai militari (s-)cristiani armati per «esportare democrazia» nei paesi altrui.
9. Abiuro il Dio invocato dai vescovi ai funerali di soldati o mercenari di guerre preventive.
10. Abiuro il Dio invocato per benedire navi portaerei militari per uccidere «professionalmente».
11. Abiuro il Dio invocato a Falluja e nelle trentanove guerre sparse nel mondo.
12. Abiuro il Dio dei soldati (s-)cristiani che torturano i figli di un altro Dio o di nessun dio.
13. Abiuro il Dio dei ricchi che fa a pugni con il Dio della cruna dell’ago.
14. Abiuro il Dio dei fondamentalisti di qualunque religione e cultura.
15. Abiuro il Dio usato da uomini sedicenti religiosi per addormentare le coscienze dei popoli.
16. Abiuro il Dio delle gerarchie religiose tacenti perché colluse con il potere di satana.
17. Abiuro il Dio delle liturgie pagane con porpora e bisso che rinnega il Dio della Storia.
18. Abiuro il Dio di chi si asside alla mensa dei potenti, rinnegando il desco dei poveri.
19. Abiuro il Dio delle diplomazie, convenienze e compiacenze negazione del Dio di Gesù Cristo.
20. Abiuro il Dio in qualunque modo invocato e da chiunque per giustificare guerra e violenza.
21. Credo il Dio di Gesù Cristo, Figlio di Dio e figlio dell’Uomo, Ultimo tra gli ultimi.
22. Credo il Dio povero, nudo, forestiero e crocifisso, Dio dei poveri, dei nudi e dei crocifissi.
23. Credo il Dio degli oppressi di qualunque longitudine e latitudine.
24. Credo il Dio dei non violenti che subiscono violenza, piuttosto che darla.
25. Credo il Dio che abiura il tempio, la religione, il potere come strumenti oppressivi.
26. Credo il Dio vittima sacrificata nelle vittime innocenti della guerra in Iraq.
27. Credo il Dio palestinese segregato dietro il muro della vergogna israelita.
28. Credo il Dio ebreo che offre la sua vita per i suoi fratelli palestinesi e greci stranieri.
29. Credo il Dio cristiano torturato a Grantánamo, Abu Ghraib e Falluja da militari cristiani.
30. Credo il Dio assente dall’America della guerra preventiva.
31. Credo il Dio del cielo e della terra senza patria e senza nazione.
32. Credo il Dio degli uomini di buona volontà poeti/facitori di pace e di ponti.
33. Credo il Dio che condanna gli eserciti e coloro che li benedicono.
34. Credo il Dio che perdona i suoi crocifissori mentre lo crocifiggono.
35. Credo il Dio che parla alle donne e agli uomini, senza distinzione.
36. Credo il Dio che tace nel mutismo improfetico delle gerarchie svolazzanti e pagane.
37. Credo il Dio consola gli afflitti, ama gli stranieri, predilige gli esclusi.
38. Credo il Dio bambino violato in ogni violato bambino o bambina.
39. Credo il Dio che nasce e rinasce in ogni cuore che ama.
40. Credo il Dio della misericordia che verrà a giudicare solo sull’Amore.
Paolo Farinella, prete
ateo per grazia di Dio,
credente per amore di ragione
Martedì, 14 dicembre 2004 4/21/2007 welcome back!i'm back to my old job place, just for a few days but...so relieved at being there again, with them, the same people i got to know the last year. They haven't change, their hearthiness is the same. I'll stay with them for ten days more or less to teach to the new shop-assistants so i can eat the lots of good food they cook!;P
traditions"...Eppure sentivo che in quell'ora di inutile andirivieni per spogliare e rivesitre una pietra, in quell'avvicinarcisi poi con una riverrenza che avevo dimenticato, non c'era debolezza. Al contrario. Da quel rito i miei compagni sembravano attingere una forza da cui si caricavano. Io stesso ne sentivo il fascino. Mi accorgenvo che c'era in quell'incredibile sequela di gesti qualcosa di profondamente riacquietante.
I riti. Quanti orrori, quanta desolazione, quanto vuoto hanno lasciato i tentativi fatti per negare il loro potere. La Cina ha perso gran parte della sua anima antica nel tentativo comunista di reprimere e cancellare i vecchi riti. La Russia, dopo settant'anni di regime sovietico che aveva azzerato quell'aspetto della sua vita, è ora diventata un facile mercato di anime per tutte le sette protestanti americane e per i loro riti.
E l'Occidente, il mio mondo? Nella spinta laica e iconoclasta verso un'idea tutta materiale di libertà individuale, abbiamo combattuto una lunga tradizione, abbiamo ridicolizzato ogni credo, eliminato ogni rituale, togliendo con questo il mistero, cioè la poesia, della nostra esistenza.
Si nasce, si vive, si muore ormai senza che una cerimonia,senza che un rito marchi più le tappe del nostro essere al mondo. L'arrivo di un figlio non comporta alcun atto di riflessione, solo la denuncia all'anagrafe. Le giovani coppie ormai convivono, non si sposano più e il solo rito a cui partecipano è quello del trasloco. Non marcano quell'inizio di una nuova vita nemmeno cambiandosi la camicia. E mancando la cerimonia-iniziazione, manca la presa di coscienza del passaggio; mancando il contatto simbolico col sacro, manca l'impegno. Spesso la comunione che ne nasce è solo quella del sesso e della bolletta. La morte stessa è ormai vissuta senza la consapevolezza e le consolazioni del rito. Il cadavere non viene più vegliato e il commiato, quando c'è, non è più gestito da sacerdoti o stregoni, ma da esperti di pubbliche relazioni.
La fine dei riti l'ho vista realizzarsi nel corso della mia vita, e ora che guardo indietro, mi pesa aver dato, allora entusiasticamente, il mio contributo a questa gran perdita. Quand'ero ragazzo, i neonati -anche quelli dei comunisti come me- venivano ancora battezzati, ai morti si faceva ancora la veglia e un vero funerale, e i matrimoni erano una festa corale officiata non solo davanti al divino, ma anche dinnanzi a decine di parenti e amici che diventavano così implicitamente garanti di quell'unione.
Ma io ero ribelle. Non volli spsarmi e quando lo feci, soprattutto per ragioni di assicurazioni malattia, fu in fretta, quasi di nascosto, alla sola presenza dei testimoni indispensabili e davanti a un sindaco che, non volendolo democristiano, dovetti andare a cercare lontano da Firenze, nel comune di Vinci, dove di buono c'era che vi era nato Leonardo. I figli poi, non li feci battezzare e non fui presente né alla morte di mio padre, né a quella di mia madre.
Eppure da piccolo, i riti mi piacevano e ancora oggi ricordo come una delle grandi gioie della vita la vera e propria cerimonia con cui a quattordici anni, per marcare il mio "diventare uomo", i miei genitori mi consegnarono il primo paio di pantaloni lunghi che, poveri com'erano, avevano dovuto comprare a rate.
Ma il vento dei tempi tirava in un'atra direzione e io semplicemente volai con quello, dando una manoa distruggere qualcosa che non è stato sostituito da nulla, lasciando un miserabile vuoto.
In India, quel vento di mutamento è appena cominciato a soffiare e, specie nelle campagne dove vive la maggioranza della gente, i riti sono ancora una parte importantissima della vita.
Un contadino non esce di casa al mattino senza piegarsi a toccare la soglia della porta, una donna non comincia la sua giornata senza offrire al sole una goccia d'acqua.
(...)
A casa mia ci si faceva il segno della croce quand'ero ragazzo, ma anche quella, come tante abitudini, è andata persa nella fretta di vivere. Diamo tutto per scontato. Ci pare di avere - chissà da dove ci viene e perchè - una sorta di diritto a tutto. Tutto ci pare dovuto e non ci meravigliamo più di trovarci davanti a qualcosa di piacevole, di necessario come il cibo: spesso senza che neppure ce lo siamo guadagnato.
Avere da mangiare a tavola è diventata una cosa ovvia, almeno in Occidente. Non è una sorpresa di cui ringraziare qualcuno. E così si mangia, si mangia, ci si rimpinza come degli automi, magari guardando la televisione o leggendo il giornale appoggiato al bicchiere."
T.Terzani, Un'altro giro di giostra
4/18/2007 poesiaNON C'è FELICITà PER CHI NON VIAGGIA, ROHITA!
A FORZA DI STARE NELLA SOCIETà DEGLI UOMINI,
ANCHE IL MIGLIORE DI LORO SI PERDE.
METTITI IN VIAGGIO.
I PIEDI DEL VIANDANTE DIVENTANO FIORI,
LA SUA ANIMA CRESCE E Dà FRUTTI
E I SUOI VIZI SON LAVATI VIA DALLA FATICA DEL VIAGGIARE.
LA SORTE DI CHI STA FERMO NON SI MUOVE,
DORME QUANDO QUELLO è NEL SONNO
E SI ALZA QUANDO QUELLO SI DESTA.
ALLORA VAI, VIAGGIA, ROHITA!
4/1/2007 qlk tiene la capa attaccata al colloStamattina ho comprato la Repubblica.
Inizio a leggere e, dopo aver sgranato gli occhi sull'articolo su Bagnasco, leggo, tra i "Commenti" l'articolo di questo parroco che si definisce "di provincia".
Riporto qua di seguito:
"Ciò che sta avvenendo è grave e non so quanto avvertenza ci sia da parte del mondo cattolico.
Mi riferisco alla nota delle Cei. La situazione è talmente grave che non possiamo gridare anche noi.
Se non parliamo noi, figli del Concilio, grideranno le pietre.
Siamo alla talebanizzazione della chiesa.
Una chiesa che si autoidentifica con "il clero", peggio ancora con "la gerarchia", che non ha occhi per vedere se non se stessa.
L'ammonimento che "tutti i cristiani devono ascoltare la chiesa" sovverte il concetto stesso di chiesa e
mortifica il ruolo dei laici in essa. Non più quindi, la chiesa come popolo di Dio che i pastori sono
tenuti ad ascoltare e servire, ma un popolo di minorenni incapaci che devono solo ascoltare
ed eseguire.
Così, in questa involuzione a precipizio, la gerarchia viene dispensata dall'ascolto e al popolo
viene tolta la parola.
A questo desolante scenario corrisponde, in campo politico e sociale, un atteggiamento omertoso e
interessato di personaggi usi all'adulazione."
Don Aldo Antonelli 3/29/2007 no senseL'attuale, diffusa indifferenza verso quel che sta succedendo agli afghani, ma in verità - senza che ce ne accorgiamo- anche a noi stessi, ha radici profonde. Anni di sfrenato materialismo hanno ridotto e marginalizzato il ruolo della morale nella vita della gente, facendo di valori come il denaro, il successo e il tornaconto personale il solo metro di giudizio. Senza tempo per fermarsi a riflettere, preso sempre più nell'ingranaggio di una vita altamente competitiva che lascia sempre meno spazio al privato, l'uomo del benessere e dei consumi ha come perso la sua capacità di commuoversi e di indignarsi.
E' tutto concentrato su di sé, non ha occhi né cuore per quel che gli succede attorno.
E' questo nuovo tipo di uomo occidentale, cinico e insensibile, egoista e politicamente corretto - qualunque sia la politica- prodotto della nostra società di sviluppo e ricchezza, che oggi mi fa paura quanto l'uomo col kalashnikov e l'aria da grande tagliagole che ora è ad ogni angolo di strada di Kabul.
from T.Terzani, Lettere contro la guerra 3/8/2007 smilingmi sono sempre lamentata che la gente si curasse poco dei propri simili. E in effetti, è così. Basta dare un'occhiata in giro. Le motivazioni sono varie e molteplici, dal menefreghismo + assoluto all'indifferenza, ai propri problemi etc...
Ho iniziato a fare una cosa semplicissima: SORRIDERE, a chiunque, specialmente ai perfetti sconosciuti!
E' interessante studiare le reazioni delle persone: in linea di massima la gente sorride a sua volta, con espressione benevola ma sorpresa dipinta sulla faccia. Poi c'è chi non ti caga e va x la sua strada. E' cmq una bella cosa, mi fa sentire bene. Forse perchè, anche con un semplice sorriso, il muro dell'indifferenza crolla. E c'è una persona come te dall'altra parte!
Ke cosa incredibile!
Questo testo, di Leonard Cohen, me l'ha spedito una cara amica, I like it so much!
SISTERS OF MERCY
O the sisters of mercy they are not
Departed or gone, They were waiting for me when I thought That I just cant go on, And they brought me their comfort And later they brought me this song. O I hope you run into them You whove been traveling so long. Yes, you who must leave everything
That you cannot control; It begins with your family, But soon it comes round to your soul. Well, Ive been where youre hanging I think I can see how youre pinned. When youre not feeling holy, Your loneliness says that youve sinned. Well they lay down beside me
I made my confession to them. They touched both my eyes And I touched the dew on their hem. If your life is a leaf That the seasons tear off and condemn They will bind you with love That is graceful and green as a stem. When I left they were sleeping, I hope you run into them soon. Dont turn on the light You can read their address by the moon; And you wont make me jealous If I hear that they sweeten your night We werent lovers like that And besides it would still be all right We werent lovers like that And besides it would still be all right. 2/19/2007 猪新年快乐!!!
2 sere fa è stato capodanno, per i cinesi. Trascinate dall'euforia del momento Bianca, Sara e io abbiamo deciso di cenare al ristorante cinese Singapore (il nome resta un mistero)accompagnate dall'amico e coinquilino di B., Mario. Insomma volevamo solo fare amicizia con i cinesi della Bolognina...e invece nulla! nemmeno l'ombra di orientali, se si escludono le cameriere e un tavolo di filippini... Cmq me sò magnata il gelato fritto. Che non è cinese ma che, strabordante di unto com'è, mi piace un sacco!
Non avevo nemmeno qlk di rosso, manco un pezzettino piccolo di mutanda...ma Bianca e Sara hanno compensato la mia mancanza. Specialmente la B.!
2/1/2007 mo chiPensiero sublime della giornata, quasi conclusa....
affannata e concentrata nello studio (ohi mè lassa!) del cinese (wo ting bu dong!...wo bu zhidao!) mi dimentico di fare la merendina...alle 19 lo stomaco borbotta insolente: addento (anzi è forse il caso di dire affondo) i denti nell'acquisto prediletto della settimana scorsa: i MO CHI. Dolcetti di riso taiwanesi. MY GOD. Terribile.
Per salvare la faccia dagli sberleffi dell'amicodegli alberi (di cui link a snx) accennai _non riuscii cmq a fare di più_ ad un entusiasmo esagerato dopo l'assaggio del primo dolcetto. Il mo chi del consorte sparì immediatamente inghiottito dalla spazzatura, una fine quantomai indegna.
Dignitosamente li misi nello zaino and back to my parents' li ho messi sulla scrivania.
Riassaggiati qlk minuto fa. Una sensazione di molliccio freddo, sguigno (i romagnoli intendano!) e appiccicoso, ripieno di crema (si fa x dire) di fagioli rossi. Rabbrividisco al pensiero di averne uno che sta x essere distrutto dai miei succhi gastrici...
E tutto ciò partorito da un'amante della Cina.
Che le 21 arrivino presto. W i crostini di rioeremo! 1/8/2007 breakFinally 'morrow I'm goin'to Bo-city for a couple of days, nothing special but at least I'd breath...
晚安大家!
我等一等为中国啊! |
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